lunedì, 06 luglio 2009


Punto cieco

Senza sforzo si rovescia dagli speaker del pc l'indomita indolenza forsennata dell'ultimo J Mascis, aka Dinosaur Jr, adagiata sul tessuto morbido e graffiante delle sue corde vocali e chitarrose.
Mi sta bene, è una favola che si snoda su terreni conosciuti e familiari, anche dopo molti anni, e colgo il destro per spezzare nuovamente una lancia a favore del consueto, di contro all'euforia demente e poco calibrata del feticcio inafferrabile chiamato novità.
L'orizzonte si coagula sulla bottiglia di vodka dozzinale, che campeggia sul ripiano dove biascico arzigogoli azzoppati ed accumuli di pece refrattaria.
Sparpagliati negli hard disk, periscono i mutili e molteplici incipit di dialoghi perduti nella sacca rubricata come ieri, né mi siedo ad aspettare che il rigurgito fatidico del troppo vomiti un domani più sensato.
Piuttosto rollo un'altra sigaretta.
Stamattina era il 1984, ma George Orwell c'entra un cazzo.
Vagavo tra le tracce patinate dei Foreigner, percependo a malapena l'eco degli altrove in cui non fui capace di svanire, quando l'estro cellulare poteva accompagnarmi e il dizionario ritrattava deprimenti confessioni d'ignoranza.
E quell'attimo che vede la mia lacrima cadere sull'abisso del tuo respiro mozzo si consuma nel tepore del fulgido fraintendersi - dono estremo incosapevole ed onesto di livide paure e frettolose retromarce.
Stanotte piove nel 2009, e George Orwell c'entra ancora meno.
Ma cazzo creperò solo da morto.


Foreigner - Two Different Worlds
 
Found at bee mp3 search engine
Otto Gruhl's Chronicles #18 | bofonchiato da alle ore 01:08
commenti spippolati | commenti (popup)
orbite: citazioni, musica, egomet, dinosaur jr, foreigner, coaguli sparsi, unfairy tales, die/ary, vodka shots, otto gruhls chronicles
sabato, 04 luglio 2009
Limen
Non euclideo

In fondo
non occorre nulla.
Trovarsi
e quindi perdersi,
vedere il sole sorgere
e dopo tramontare - e
in mezzo
aperte le tue labbra.
Quando di punti
la linea
si confessa
come insieme,

si va a capo.
Un punto vale
l'altro.
Passi #18 | bofonchiato da alle ore 12:02
commenti spippolati | commenti (popup)
orbite: visioni, passi, young dog, coaguli sparsi, die/ary, vodka shots
domenica, 28 giugno 2009
Stain
Domenica

Quando infine si sian dati gli ingredienti, arrangiando una facile pietanza che non chieda chissà quali accorgimenti, ed anzi per se stessa, vorrei dire, quasi si prepari, tralasciando priorità e preferendo di gran lunga a chirurgiche misure l'ampio spettro di svaccate distrazioni, dosi ad occhio e rimestate a naso, noi saremo sempre pronti a sbagliare i tempi di cottura.

Tuttavia non è la lama che ti brucia gli occhi, ma un semplice sorriso.
Quadernetto dei sogni 2.0 | bofonchiato da alle ore 20:12
commenti (3) spippolati | commenti (3) (popup)
orbite: massimi sistemi, quadernetto dei sogni
sabato, 27 giugno 2009
Clues
Summary

So many things untold
So heavy what you hold
Without a word
But I've got fake keys to the cold
You choose the lord

Can't get one step beyond
And not of you been fond
Without a word
But you've got fake keys for the bond
You choose the lord

There's no need to get back
No way to sew that hack
Without a word
But we've got all the keys of lack
Refuse the lord

I love you.


FilastrOca #15 | bofonchiato da alle ore 02:02
commenti spippolati | commenti (popup)
orbite: citazioni, musica, visioni, egomet, paul weller, young dog, die/ary, vodka shots, territorial pissings, patatosta, late lazy, filastroche
giovedì, 25 giugno 2009
Preludio
D'insonnia e di altri vuoti

Mi dico a volte che non basta l'entropia dell'asimmetrica distribuzione dei miei debiti a farti respirare, e troppo corto sarebbe in ogni caso l'indugiare dell'aria nei polmoni, perché potessimo seguire la moviola degli snodi seminati ad ogni gesto del convulso lacerare i sipari polverosi, troppe le comparse che sbiadiscono in un gesto, i primi attori fuori tempo e le battute che non ho pronunciato o che ho stravolto, i copioni mescolati da folletti o fortunali.
Mi dico tante cose, e mi concedo persino qualche se, sparuto e macilento, soltanto per snidare con la ghigna del cecchino i gangli più riposti nella carne del fantoccio e assaporare lo sgradevole sapore dell'inchiostro, ancora fresco oppure già essiccato, del frego vigoroso che ho tracciato, vuoi per mera gravità del braccio che ricade, vuoi per isterico riflesso, vuoi per precisi calcoli basati su premesse traballanti, e almeno adesso il foglio è bipartito.
Piuttosto che accanirmi nel vano tentativo di fare combaciare i lembi frastagliati dello squarcio, o in altre improbabili maieutiche, mi perdo nei frattali andicappati degli stessi, finché la noia mi sottragga al reiterarsi dell'errore e delle sue varianti impercettibili.
Finanche il più ostinato canone si ferma, e gioia è della fuga il precipizio.


mercoledì, 24 giugno 2009


[Una giornata a ramengo]

Non si chiamava Maria. Aveva un nome altrettanto italiano, ma non era italiana. Nemmeno il suo cognome. La sua mimica era alquanto esagitata, sovente duettando con una vocina capace di improvvise densità da Black&Decker. Improbabile il colore dei capelli. Sorprendente la forza con cui ti stritolava quando annegavi nei suoi occhi cerulei e fatalmente lividi di trucco devastato.
Si chiamava e si chiama tuttora Maria, invece, la traccia #3 del disco donde è tratta questa The Devil's Own qui sopra. E potrebbe starci altrettanto bene a dare il tono complessivo di attesa statica, appena disturbata nella sua immobilità da brezze sotterranee, di questo mercoledì cane.
In cui non è successo niente - salvo l'essere precipitato in uno stato di apatia, come talvolta accade quando occorre tirare il freno a mano.
Fatale esulcerare i pochi resti di decenza, in un attimo di distrazione, e ritornare alla pellicola consunta del consueto film girato a posteriori. Niente vertigini, nessun sospiro, soltanto l'occhio fisso sul polo che si addensa a bilanciare le opposte vacuità.
Da molto tempo il giudice ha lasciato l'aula, e così l'accusa e la difesa, e l'imputato e i testimoni e tutto il pubblico, generalmente impersonati dalla mia porzione d'ego votata ad autoassolversi da accuse fuorvianti.
Ma questo disco qui, assieme a un altro paio, resta legato indissolubilmente alla placenta di penombre seppellite da diversi sedimenti di me stesso, e forse forse ancora ghigno se ricordo che lei, non chiamandosi Maria, volle assaggiare della pasta cucinata come si conveniva.
Non fingerò di svicolare, addossando la colpa a quel maglione blu indossato come un abito, troppo largo sopra e troppo corto sotto; al suo di lei parlare di zodiaco (dev'essere destino) contorcendosi sul trespolo, dove s'era accoccolata in sempiterno instabile equilibrio; allo spalmarmi dritto nel cervello i suoi capelli, con la scusa di vedere cosa stessi macchinando tra i fornelli.
Non occorre: avevo già di mio i sottotitoli attivati, come in Io & Anne di Woody Allen.
Questa giornata è scotta, insipida e demente come la pasta che le spadellai.

Però stavolta è toccato solo a me buttarla giù.
Un po' così | bofonchiato da alle ore 20:36
commenti spippolati | commenti (popup)
orbite: citazioni, musica, egomet, david sylvian, coaguli sparsi, die/ary, ottugrullo
martedì, 23 giugno 2009
RequiemFarewell

Ricordo quando sei venuta a casa la prima volta, un capodanno di alcuni anni fa. Da allora ho perso il conto di tutte le volte che ti ho stretta ogni giorno ed ogni notte, ti scaldavo e mi scaldavi ed eri sempre lì, discreta, sorniona, a volte capricciosa - ma bastava un po' di shopping, appena un vestitino, sfilarti quello vecchio e farti scivolare addosso quello nuovo, e tutto andava ancora liscio come l'olio.

Il tempo ingrato, però, non ci risparmia nulla, e fatale ti fu l'artrite deformante: nessun vestito nuovo potrà ridarci i giorni in cui bevevo il tuo calore.

Non ho parole per esprimere alcunché - devo semplicemente arrendermi.
E comprare una fottuta moka nuova.

Otto Gruhl's Chronicles #17 | bofonchiato da alle ore 18:44
commenti spippolati | commenti (popup)
orbite: citazioni, musica, eventi, stagioni, egomet, funeral party, die/ary, late lazy, otto gruhls chronicles, linda scott
martedì, 23 giugno 2009
There Is an End | bofonchiato da alle ore 01:54
commenti (2) spippolati | commenti (2) (popup)
orbite: citazioni, musica, holly golightly, coaguli sparsi, the greenhornes
lunedì, 22 giugno 2009
Refresh
Refresh

È giusto perché non è sbagliato.
Più facilmente perché non è altrimenti.
La nebbia cala a mo' di parrucchino riccioluto dalle cime di colline, ricordate od intuite dalla sera prima.
La buffa parodia del giorno, che tarda nel latte della valle celata dalla nebbia di cui sopra, mi regala l'innocenza dell'assenza.
Il tempo si ferma nei polmoni rinfrancati dall'ebbrezza di un respiro lento e silenzioso.
Poi tossisco e ricomincia a scorrere bastardo.
Capisco la demenza del vestito bianco ogni mattina spalancata alla finestra.
Pregusto il rito dello scroscio rilassato, constatando che ogni cosa sia al suo posto.
Fava inclusa.
Capisco quindi il nero più demente della notte autoreggente.
Quando il sole sarà forte e abbacinante griderò in silenzio delle stelle tutte il nome proprio.
E dunque non finisce.
Finché non giunga fine.
Intanto fumo.
Quadernetto dei sogni 1.9 | bofonchiato da alle ore 02:46
commenti spippolati | commenti (popup)
orbite: massimi sistemi, egomet, die/ary, vodka shots, quadernetto dei sogni
domenica, 21 giugno 2009
I Never Came
Loop

Dovere andare a letto è facile nell'ora perduta nelle note della notte abbandonata al transitivo imperativo dell'interrogativo iterativo e servono ieratiche demenze di cadenze al trito rito dell'afflato eppure so che non ti è dato calpestare le mie orme e così enorme cade il fossile del missile lanciato a cancellare traiettorie paraboliche e caduche e dunque taccio ancora e sempre trangugiando i sottotitoli dell'atto mentre fumo come un matto e non c'è arrosto mentre cedo il posto che non sai di possedere stando in piedi nell'alcova dell'ancora e sempre mai - ma gli occhi sono due come ogni battito nell'attico dell'attimo in cui mi vedo dentro te che per fortuna non mi ascolti.


[Te l'avevo detto, DK ;) ]
[Insisto] | bofonchiato da alle ore 02:14
commenti spippolati | commenti (popup)
orbite: stagioni, massimi sistemi, neuroni, egomet, prose, coaguli sparsi, die/ary, vodka shots, patatosta, late lazy, tatuaggi mentali